Windows Server 2019 build 17623 Ruolo WSUS – Installazione

Eccoci oggi ad affrontare una “strana” aspettativa un po’ delusa. Non che nessuno di Microsoft abbia mai promesso che il Windows Server Update Services (WSUS) fosse in programma di essere completamente rivisto e ricostruito ma forse le noie e le esigenze dei suoi predecessori di versione avevano appunto creato questa sensazione di imminente cambiamento che non sembra affatto essere arrivata.
E’ vero, siamo in Technical Preview, ma dubito che quanto mostreremo sotto vada radicalmente a riconformarsi alla prossima data di uscita di Windows Server 2019. Cominciamo ad installare il ruolo con la solita procedura:

Possiamo (dobbiamo) specificare un percorso nel quale il nostro wsus memorizzerà i suoi files, il DB (nel caso installassimo il WID) e gli eventuali file per installazione locale degli aggiornamenti.

La procedura installa naturalmente il server web IIS. Al riassunto del completamento dell’installazione, oltre al triangolino in alto sulla destra per completare il deploy abbiamo anche un link all’interno del riassunto stesso. Cliccando sul link anziché sul triangolo il sistema è rimasto in attesa per diversi minuti. Non sappiamo se questo può derivare dal link oppure dalla procedura di installazione del ruolo ancora comunque in versione beta.

Questa è la schermata “Di Attesa” che abbiamo dovuto vedere per almeno 6-8 minuti

Finalmente poi il wizard di post configurazione inizia

In questo screenshot decideremo se il nostro server Wsus sarà un server radice (che ottiene quindi gli aggiornamenti direttamente da Microsoft) oppure un server child, dipendente da un altro server Wsus

Ora il nostro server di updates deve acere “in pancia” un catalogo completo delle lingue, dei prodotti e delle tipologie di aggiornamento, e lo deve ottenere da Microsoft. Altro processo, questo, che ha richiesto circa 15 minuti prima del completamento

Al termine, la prima scelta che ci viene posta è quella di scegliere una o più lingue in cui gli aggiornamenti verranno gestiti.
ATTENZIONE: la scelta di due o più lingue impatterà notevolmente sul numero di aggiornamenti da approvare, gestire e scaricare e sul relativo spazio disco assegnato al server qualora gli aggiornamenti venissero scaricati per la express installation

Eccoci alla scelta delle tipologie di prodotto. Forse con troppa fretta mi aspettavo una voce “Windows Server 2019” ma come potete vedere non ne abbiamo ancora traccia

Ecco ora la scelta della classificazione degli aggiornamenti. Le scelte di default sono quelle che anche io personalmente consiglio sempre di avere. Gli aggiornamenti sono mandatori per quanto riguarda la sicurezza e la criticità dei tali; gli altri li ritengo facoltativi.
Attenzione anche qui a quanto e cosa andiamo a selezionare. La classificazione “Drivers” ad esempio gestisce migliaia di files; la classificazione service packs gestisce invece centinaia di gigabyte di spazio disco qualora scaricassimo gli aggiornamenti.

Al termine delle scelte proposte abbiamo la possibilità di avviare la prima sincronizzazione contestualmente alla chiusura del wizard di post deployment

Ecco dopo il riavvio la “solita” console

Anche le opzioni di configurazione sono le stesse

Non lo abbiamo ancora messo in funzione e non ne conosciamo ancora la bontà di comportamento effettivo ed eventuali miglioramenti “sotto al cofano” ma, al momento, non sembrano esserci davvero novità

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