Nano Server Image Builder

Questo articolo spiega come utilizzare lo strumento di creazione immagini Nano Server Image Builder. Alla stesura dell’articolo, la versione più recente è la 1.0.78

Il software necessita di prerequisiti necessari come le funzionalità ADK Deployment Tools e Windows Preinstallation Environment. Le versioni di OS supportate per l’installazione del tool sono:
Windows 8.1, Windows 10, Windows Server 2012 R2, Windows Server 2016.
Potete scaricare la suite ADK menzionata sopra a questo link. Potete inoltre approfondire l’argomento ADK cliccando qui.

Una volta concluse le operazioni di installazione dei prerequisiti si può procedere alla generazione delle immagini. Come spiegato in questo articolo, le modalità di generazione delle immagini sono tre e si dividono in due scelte principali; la generazione di un file VHD (oppure VHDX) per procedere a creare una VM oppure per eseguire il boot da un PC fisico e quella della generazione di un file di immagine WIM adatto per l’installazione completa su PC fisico. Cliccando su “Create a new Nano Server Image” avremo la possibilità di creare uno di questi tipi di immagine.
Esiste poi la possibilità di generare una chiavetta USB con boot per poter eseguire l’installazione dell’immagine su PC fisico. Ci servirà comunque terminare lo step di generazione immagine sopra.

Come prima cosa ci verrà chiesto di fornire il percorso del media di installazione di Windows Server 2016:

Nel passaggio successivo, dopo avere accettato i termini di licenza di rito, dovremo scegliere se generare un file di macchina virtuale (VHD o VHDX) oppure un file di immagine di installazione. Dovremo inoltre dichiarare il percorso completo del nome di file ed estensione (.vhd oppure .vhdx) dove verrà salvata l’immagine generata e la relativa dimensione massima in base all’estensione; oltre a questo anche un percorso di memorizzazione per i file di log.

A questo punto, la scelta diventa importante perché nella finestra successiva andremo a dichiarare quali Packages tra ruoli e funzionalità desideriamo a bordo del nostro NanoServer (nel nostro caso di esempio abbiamo scelto di creare un NanoServer che svolga i compiti di Server DNS); scegliendo prima tra la versione Standard o Datacenter. Naturalmente possiamo effettuare più tipi di scelte assieme.

Procedendo avremo la possibilità di inserire driver di terze parti che riteniamo necessari per il funzionamento del nostro NanoServer (in particolar modo se andremo ad effettuare l’installazione su un PC fisico).

Ora abbiamo modo di inserire il futuro nome macchina del nostro NanoServer così come la password di amministratore ed il settaggio per il fuso orario.

Abbiamo la possibilità di aggiungere fin da ora la macchina NanoServer in dominio, oppure di creare una richiesta di blob file per eseguire la procedura a lato dell’installazione.

Ora la comodità dell’interfaccia grafica ci permette di configurare uno degli aspetti tra i più importanti dell’installazione: la configurazione della rete; comprese eventuali vLan, la gestione WinRM per altre subnet e l’assegnazione di IP automatico oppure statico con relativi parametri.

Ora siamo al bivio finale: Possiamo concludere la generazione dell’immagine con le configurazioni effettuate fino a qui oppure possiamo aggiungere ulteriori opzioni, come l’aggiunta di pacchetti di servizio oppure altri file o cartelle da inserire nella nostra installazione, abilitare l’EMS (Emergency Management Services) e le opzioni di debug.

Il nostro articolo procede con la creazione dell’immagine base. Notare sulla parte bassa della schermata il comando completo PowerShell che esegue, di fatto, tutto quello selezionato ed imputato tramite interfaccia grafica.

Nel percorso di destinazione file dichiarato in precedenza, troverete il vostro file VHD (o VHDX) assieme alla cartella di LOG pronto per essere utilizzato.

 

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